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Sito Unesco Valle dei Templi

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Via Giuseppe la Loggia, 92100 Agrigento AG, Italia
Via Giuseppe la Loggia Agrigento Sicilia 92100 IT

Sito Unesco  Valle dei Templi

Valle dei Templi

Anno di iscrizione nella World Heritage List: 1997

 Breve descrizione del sito

La Colonia greca fondata nel VI secolo a.C. è divenuta una delle principali città del bacino mediterraneo. I resti dei magnifici templi dorici che dominano la città antica, una parte della quale è ancora sepolta e intatta sotto i moderni campi e frutteti, testimoniano la sua supremazia e fierezza. Una serie di accurati scavi nella zona ha fatto luce sulla città ellenistica e romana e sulle pratiche di sepoltura degli abitanti paleocristiani

 I criteri adottati dall’Unesco per l’iscrizione del sito nel Patrimonio dell’Umanità:

Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

Primo Gruppo: Tempio di Vulcano

Tempio di Vulcano worldheritagesite

vulcanoVia Vulcano. Il Tempio si trova all’estremità occidentale della Valle dei Templi. Il Tempio di Vulcano risale al V secolo a.C,  Dell’antica e imponente struttura, che comprendeva 34 colonne, rimane ben poco. Nelle sue fondamenta vennero rinvenuti resti di un tempietto arcaico di cui sono conservate alcune parti della decorazione del tetto

 

Secondo Gruppo: Area del Santuario delle divinità ctonie

Giardino di Kolymbetra

giardino-della-kolymbetraIl Giardino della Kolymbetra, di grande rilevanza archeologica e naturalistica,  è tornato alla luce dopo decenni di abbandono Le origini di questo giardino risalgono all’epoca della colonizzazione greca. Diodoro Siculo narra che il tiranno Terone affidò all’architetto Feace il compito di progettare un sistema idrico per approvvigionare la città. Parte di questo sistema si concludeva ai piedi dell’urbe, in una grande bacino detto Kolymbetra. Attualmente il Giardino che ha un estensione di 5 ettari, è stato affidato al FAI che ha effettuato il restauro della vegetazione permettendo di individuare all’interno del giardino degli ipogei. Il giardino presenta molte specie della macchia mediterranea: il mirto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, l’euforbia, la ginestra. Nella parte pianeggiante si può visitare un agrumento .con limoni, mandarini e aranci di antiche varietà, irrigato secondo le tecniche della tradizione araba.

Santuario delle divinità ctonie

E’ un complesso di edifici sacri dedicati al culto delle divinità ctonie Demetra e e Kore risalenti al VI secolo a.C.  Con il termine “divinità ctonie” ci si riferisce a divinità, generalmente femminili, legate ai culti di  dei sotterranei. Il santuario è caratterizzato dalla presenza di recinti a cielo aperto con più templi al suo interno.

Tempio di Castore e Polluce – Dioscuri  worldheritagesite

catore e polluceTempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce. In realtà il tempio sorge all’interno del santuario delle divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra e Kore ) e non dei Dioscuri.

 

 

Porta V

A sud del Santuario delle Divinità ctonie. E’ una delle nove porte che costituivano al cinta muraria  che circondava l’antica Akragas. La cinta muraria, lunga 12 km, fu costruita verso la fine del VI sec. a.C. e comprendeva nove porte: Porta I e II a Est; Porta III, IV e V a Sud; Porta VI, VII, VIII, IX a Ovest. Nella zone concomitanti sono visibili i resti della cita muraria.

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Tempio di Giove worldheritagesite

Tempio di GioveAd est del parcheggio del punto informativo e della biglietteria del parco archeologico. Un ammasso di rovine, rimane ormai di quello che sarebbe stato, se la sua costruzione fossa portata a termine, uno dei più grandi tempi  costruiti dai greci.  La sua costruzione, secondo Diodoro Siculo, fu iniziata dopo la battaglia di Imera, intorno al 480 a.C. La sua base misura 113,45 metri x 56,30 metri. Le colonne erano alte circa 18 metri e, a circa 11 metri di altezza, erano presenti dei giganti, chiamati Telamoni o Atlanti, che davano l’impressione di reggere l’intero peso dell’architrave così come Atlante era stato condannato da Zeus a reggere il mondo per aver aiutato i Titani. Oggi rimangono pochi ruderi di questo tempio. Alcuni dei massi del tempio vennero utilizzati, ai tempi di Carlo III di Borbone, per costruire il molo del porto di Porto Empedocle

Agorà inferiore

agora inferioreA nord del parcheggio del punto informativo e della biglietteria del parco archeologico. L’Agorà di epoca romana con le stesse funzioni dell’Agorà superiore sito a nord del Gymnasium.

Gymnasium

gymnasiumNon lontano dall’Agorà inferiore. La struttura di età ellenistica, ma completamente rinnovata in epoca romana è stata identificata come sede di Ginnasio, il luogo dove i giovani si allenavano per le gare atletiche ma usato anche come luogo per il ritrovo e l’educazione. L’identificazione con il “Gymnasium” è dovuto probabilmente al ritrovamento, nel luogo, di una porzione di sedile con inciso una dedica a Hermes e Heracles

Terzo Gruppo: Area del Museo Archeologico di San Nicola

Bouleuterion

bouleuterionA nord del parcheggio del Museo di San Nicola. Il Bouleuterion (Sala dove avveniva l’assemblea del Cosiglio degli eletti per legiferare) presenta una cavea semicircolare all’interno di un muro perimetrale quadrangolare. La parte più antica risale al periodo greco (V – III sec. a.C.), La parte più recente risale al periodo romano, dove probabilmente la struttura cambia la sua funzione in edificio legato a manifestazioni ludiche. La parte romana presenta un pavimento con mosaico,

Tempio di Iside

Ad est del parcheggio del Museo di San Nicola. Il tempio attribuito e attribuito al culto di Iside (Italia dai mercenari dell’esercito romano al ritorno dalla campagna d’Egitto. La struttura (II secolo d.C.)  è formata da triportico delimitante una piazzetta di 60 m.  x 36m. presenta internamente una cella preceduta da un pronao, e seguita da un avancorpo su podio, accessibile mediante due rampe laterali di nove gradini.

Il suo culto si diffuse nel mondo greco-romano probabilmente intorno al III, II sec. a.C.. e fu associato a quello di Demetra. I

agora superiore e tempio di iside

Agorà superiore

A occidente del parcheggio del Museo di San Nicola, nei pressi del Bouleuterion. E’ l’Agorà di epoca greca, la piazza dove si teneva il mercato e si riunivano i cittadini in assemblea

falaride e san nicola

Oratorio di Falaride

Oratorio di FalaridePochi metri a sud del Museo Archeologico di San Nicola. L’Oratorio di Falaride è un piccolo tempio di epoca romana trasformato,  in epoca medievale, in oratorio a seguito della costruzione della vicina chiesa di San Nicola.

Ekklesiasterion

ekklesestiaronAdiacente all’Oratorio di Falaride. L’Ekklesiasterion (assemblea), è il punto in cui si riunivano in assemblea i cittadini con diritto di voto per varare le leggi riguardanti la politica della polis. La struttura risale al IV – III secolo a.C. In epoca romana continuò ad avere la stessa funzione e veniva chiamata “comitium”. La struttura di forma a semicerchio con estremità prolungate,  poteva ospitare circa 3000 cittadini.

Museo Archeologico San Nicola

Il Museo si trova in Contrada Fontanelle nella parte nord della Valle dei Templi, occupa in parte, i locali del Monastero annesso alla adiacente chiesa di San Nicola.

Il Museo archeologico regionale di Agrigento raccoglie materiale archeologico facente parti di collezioni statali, civiche e diocesane.

Il museo comprende due sezioni autonome.  La prima sezione “La città antica di Agrigento ed il suo territorio extraurbano” è costituita da 11 sale:  sala 1 topografia della città (documenti) sala 2 la fase preistorica ed indigena sala 3 collezioni vascolari sala 4 sculture architettoniche sala 5 i santuari delle aree sacre agrigentine sala 6 documentazione del tempio di Zeus olimpico e ricomposizione della figura del Telamone sala 7 la città dall’età greca arcaica all’età imperiale romana sala 8 epigrafi sala 9 medagliere sala 10 reperti da edifici pubblici civili di età greca e romana sala 11 le necropoli greche di Agrigento. La seconda sezione è costituita da un’unica sala “ I siti del territorio delle provincie di Agrigento e Caltanissetta, dalla preistoria alla fase di ellenizzazione”

Chiesa di San Nicola

Chiesa di San NicolaLa Chiesa si trova in Contrada Fontanelle nella parte nord della Valle dei Templi. La chiesa in stile normanno-gotico fu costruito in nel XIII secolo dai monaci cistercensi. La facciata presenta un portale a sesto acuto e battenti lignei del 1531. L’interno, ad unica navata conserva varie opere tra cui: un sarcofago in marmo che propone la leggenda di Fedra e Ippolito; una statua in marmo rappresentante la madonna col Bambino di scuola gaginesca (XVI secolo d.C.); un crocifisso ligneo descritto nella novella di Pirandello il Signore della nave e un dipinto del 1592 raffigurante S. Diego. Il monastero annesso alla chiesa è adesso occupato dal Museo Archeologico Regionale di Agrigento.

Quartiere ellenistico-romano

quartiere ellenico romanoIl quartiere ellenistico-romano, frequentato fino al VII secolo d.C, ha una estensione di 15.000 mq. Il quartiere ospita i resti di oltre 20 case. Le prime case risalgono al periodo greco (VI-V secolo a.C) mentre le ultime sono di epoca romana (III-IV secolo d.C). Alle case stato dato un nome   in base alle forme, gli affrschi e gli oggetti trovati, alcune di queste: Casa delle Afroditi; Casa del Mosaico delle quattro stagioni; Casa del Peristilio; Casa del Maestro astrattista (presenta un mosaico astratto); Casa del Portico; Casa dell’atrio in cotto (per la presenza di un pavimento con mattoni rossi di cotto); Casa dei due piani; Casa delle Svastiche (per la presenza di croci unconate all’interno), Casa della Gazella; Casa del Dioniso e Casa dell’Atleta

Quarto Gruppo: Area del Parco Archeologico

Tomba di Terone worldheritagesite

tomba di teroneAngolo Via Giuseppe La Loggia e la Strada Provinciale 4 in direzione del Parcheggio del Parco della Valle dei Templi.  La costruzione viene indicata come Tomba di Terone, tiranno di Akragas dal 488 a.C. al 472 a.C. In realtà si tratterebbe di un mausoleo costruito in epoca romana. La forma ricorda i mausolei africani, di forma cubica, dell’antica struttura rimango due piani

 

Tempio di Ercole worldheritagesite

tempio di ercoleAd ovest del parcheggio del punto informativo e della biglietteria del parco archeologico, è il primo dei monumenti che si incontra salendo per la Via Sacra che porta al Tempio della Concordia.  E’ considerato il tempio più antico tra i templi agrigentini. Risalente presumibilmente al VI secolo a. C. di esso parla Cicerone descrivendolo come molto vicino all’agorà. Il tempio venne distrutto, come molti altri, a causa di un terremoto e solo intorno al 1920 si è provveduto ad innalzare le otto colonne che costituiscono la struttura visibile attualmente

Villa Aurea e Porta IV

villa aureaLa Villa prende il nome dal fatto che nelle vicinanze, in direzione del Tempio di Ercole, vi era la Porta IV che, essendo la porta più importante di accesso all’antica città era chiamata anche Porta Aurea.  La villa è una costruzione di fine 800, vi visse  l’inglese Alexander Hardcastle, dal 1925 al 1932.  che  finanziò la ricostruzione delle otto colonne del Tempio di Eracle (Ercole). Sotto la villa e nel suo giardino vi sono resti di ipogei cristiani.

Valle dei Templi: Catacombe Fragapane

fragapaneSalendo sulla Via Sacra, A nord est della Villa Aurea, si trova un complesso ipogeico catacombale del IV V secolo d.C. Nei lati di questa necropoli si apre un corridoio che porta alle catacombe, ricche di camere funerarie (detta “Grotta Fragapane”) .

Necropoli Romana (Giabertoni)  worldheritagesite

necropoli romanaSu lato destra della via Sacra a sud delle catacombe Fraganane e a ovest del Tempio di Concordia si estende una vasta area di catacombe romane dette catacombe Giambertoni.  Le sepolture sono generalmente riferibili ad epoca imperiale (I-III sec. d.C.), alcune di esse furono riutilizzate fino al (IV-VI sec. d.C.).

Tempio della Concordia worldheritagesite

Tempio della Concordia Foto di Ignazio CaloggeroIl Tempio della Concordia (V secolo) prende il suo nome da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio dedicata alla Concordia degli agrigentini.  E’ il tempio meglio conservato, grazie anche alla circostanza che fu trasformato in tempio cristiano nel VI secolo d.C. Su un ambio basamento di  quattro gradini che aveva il compito di eliminare i problemi causati dal  dislivello del terreno  (m 39,44×16,91), il tempio presenta  6 fila, ognuna con 13 colonne, per un totale di 78 colonne  alte m. 6,72 e caratterizzate da venti scanalature, in buona conservazione anche i timpani. Alla cella, preceduta da pronao, si accede attraverso un gradino; ben conservati sono i piloni con le scale d’accesso al tetto.

Arcosoli Bizantini

arcosoli bizantiniTra il Tempio della Concordia e il Tempio di Giunone, lungo i resti dell’antica cinta muraria, intagliata sulla roccia, sono visibili una serie di tombe ad arcosolio del periodo bizantino

 

 

Tempio di Giunone  e Porta III worldheritagesite

tempio di giunoneE’ l’ultimo monumento che si trova percorrendo la via sacra del Parco della Valle  dei Templi.  Il tempio, costruito, intorno alla metà del V secolo a.C, è dedicato alla dea Era Lacinia (Giunone) moglie di Zeus. Il tempio, come quello della Corcordia presenta sei colonne in larghezza e tredici in lunghezza. Il Tempio fu incendiato nel 406 dai cartaginesi. a Oves del tempio era presente la Porta III di cui oggi rimane ben poco a causa della frana di parte del costone roccioso e delle numerose trasformazioni subite dalla cinta muraria in quest’area.

Quinto Gruppo: Area del Santuario di Demetra e Persefone

Tempio di Demetra (Chiesa di San Biagio)

demetraA sud est del Giardino Botanico provinciale, in località San Biagio, da Via Demetra è possibile prendere una stradina che porta alla Chiesa di San Biagio (XIII secolo) che ingloba i resti del Tempio di Demetra (V secolo a.C). Del tempio si conservano il basamento (m30,20×13,30) e parte dei muri esterni della cella. Il basamento è ben visibile dietro la chiesa mentre i resti della cella dell’antico tempio sono incorporate nella chiesa stessa.

Santuario Rupestre di Demetra e Persefone

Dal Terrazzo del Tempio di Demetra (Chiesa di San Biagio), attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario dedicato a Demetra e Persefone (VI-V secolo a.C). Il luogo è conosciuto anche con il nome di Santuario rupestre di San Biagio. Il Santuario è completamente scavato all’interno della collina. La struttura è composta da due  grotte in parti naturali ed una terza grotta completamente artificiale. E’ probabile che il luogo fosse sede di culto ancora prima dell’arrivo dei greci da parte della popolazione indigena.

Porta I

Si raggiunge dalla Via Demetra, dal piazzale antistante il cimitero, fino ad incontrare il cancello del “Fondo Morello”. Accanto a questo subito dopo averlo superato si trovano i resti della Porta I, una delle nove porte che costituivano al cinta muraria  che circondava l’antica Akragas. La cinta muraria, lunga 12 km, fu costruita verso la fine del VI sec. a.C. e comprendeva nove porte: Porta I e II a Est; Porta III, IV e V a Sud; Porta VI, VII, VIII, IX a Ovest. La porta era raggiungibile da una strada proveniente dal Vallone sottostante.

 

Baluardo a Tenaglia

Ad un centinaio di metri ad ovest della Porta I sono visibili i resti della struttura difensiva conosciuta con il nome di Baluardo a Tenaglia. Serviva a proteggere la città in un punto in cui la conformazione del terreno costituiva un punto di debolezza per la difesa della città.   L’opera di sbarramento era composta da due settori di mura congiunti ad angolo acuto formando presso il vertice, sul lato esterno, un torrione di fortificazione

Quinto Gruppo: Quartiere Punico

Quartiere punico

quartiere punicoA sud del Cimitero con praticamente confina e a Nord della Porta II. La conformazione delle abitazioni  è simile ad altre strutture puniche presenti a Mozia, Lilibeo e Selinunte da qui il nome di quartiere punico. Probabilmente il luogo fu sede di elementi provenienti dai territori punici provenienti dalla Sicilia occidentale o dalla stessa Africa.

 

 

Porta II (Porta di Gela)

A sud del Quartiere “Punico”. Porta II, una delle nove porte che costituivano al cinta muraria  che circondava l’antica Akragas. La cinta muraria, lunga 12 km, fu costruita verso la fine del VI sec. a.C. e comprendeva nove porte: Porta I e II a Est; Porta III, IV e V a Sud; Porta VI, VII, VIII, IX a Ovest. La porta era raggiungibile da una strada proveniente dal Vallone sottostante.

Sesto Gruppo: Altre aree archeologiche fuori le mura

Basilica Cristiana Vallone di San Biagio

basilica cristiana La piccola basilica ubicata ai piedi del versante orientale della Collina dei Templi sul Vallone San Biagio, sotto il Tempio di Giunone.  La piccola chiesa (m. 9,20×6,15) fu costruita nei primi anni del IV secolo d.C  sopra una tomba romana di epoca precedente.  La parte anteriore della piccola navata contiene 2 tombe, si ipotizza siano le tombe dei martiri Peregrino e Libertino (quest’ultimo vescovo della città) durante la persecuzione di Valeriano e Gallieno nella metà del III sec. d.C. e che la chiesa sia stata costruita sulle loro tombe messe nel luogo stesso del loro sacrificio.  Un’altra piccola tomba, addossata al muro meridionale della cella, è databile al V secolo d.C

Tempio di Esculapio

tempio di esculapioTempio di Asclepio,o tempio di Esculapio, facente parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.

 

 

Scheda elaborata da Ignazio Caloggero

 

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