Home » Sicilia » Sito Unesco Villa Romana del Casale

Sito Unesco Villa Romana del Casale

Verified
23_salastagioni6-1.jpg
23_salastagioni6-1.jpg
grandecaccia12.JPG
25_salapiccolacaccia5.JPG
13_peristilo9b.JPG
3_grandelatrina2_2005.JPG
30_salabikini2b.JPG
46_cubicoloscenaerotica3.JPG
44_vestibolopolifemo3b.JPG
41_erospan2_2005.JPG
Strada Provinciale 90, 94015 Piazza Armerina EN, Italia
Strada Provinciale 90 Piazza Armerina Sicilia 94015 IT

Sito Unesco Villa Romana del Casale

La Villa del Casale è una villa tardo-romana i cui resti sono situati pochi km (circa 4) da Piazza Armerina, in contrada Casale, sulla strada provinciale per Barrafranca. La Villa si trova ai piedi del monte Mangone, fu edificata intorno al III o IV secolo d.C
su un area già occupata sin dal IIsec. da una “villa rustica” e al centro di un abitato rurale nell’ambito di un esteso latifondo.  La struttura è stata costruita seguendo l’andamento del terreno per cui risulta strutturata a terrazze su tre diversi livelli e si sviluppa su una superficie di circa 4.000. Nel Dicembre del 1997, la Villa è stata inserita nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Scheda Unesco:

Nel Dicembre del 1997, nel corso della 21° riunione annuale del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, avvenuta a Napoli in Italia (1-6 dicembre), è stato aggiunto il sito nominato:  “Villa Romana del casale”

 Breve descrizione del sito

Lo sfruttamento agricolo della campagna, durante il periodo romano, è simboleggiato dalla villa, vero fulcro di un ampio possedimento su cui si fondava l’economia rurale dell’Impero d’Occidente. La villa romana del Casale è uno degli esempi più lussuosi di questa architettura monumentale. La sua unicità è dovuta, in modo particolare, alla ricchezza e alla qualità dei mosaici che decorano quasi ogni angolo, i più belli in situ in tutto il mondo romano.

 I criteri adottati dall’Unesco per l’iscrizione del sito nel Patrimonio dell’Umanità:

Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) ritenendo che che la Villa del Casale di Piazza Armerina sia un sublime esempio di lussuosa villa romana, che illustra graficamente la prevalenza delle strutture sociali ed economiche del suo tempo. I mosaici che la decorano sono eccezionali per la loro qualità artistica e la novità dell’ampiezza. Il Comitato ha chiesto che lo Stato Parte stili un rapporto sulla conservazione e gestione del luogo ed in particolare chiede un monitoraggio delle condizioni climatiche nelle strutture che lo proteggono e il loro impatto sui reperti archeologici.

Cenni Storici e breve descrizione

La Villa fu edificata intorno al III o IV secolo d.C su un area già occupata sin dal II sec. da una “villa rustica” e al centro di un abitato rurale nell’ambito di un esteso latifondo. La Villa, o parti di essa, anche se con con vari adattamenti funzionali furono abitate anche in periodo arabo (X-XI sec) e normanno (XI-XII sec.) Il Villaggio medievale in cui risiedeva la Villa che nel frattempo aveva preso il nome di Plàtia venne distrutto nel 1160-61 e ricostruito dopo pochi anni nell’attuale sede di Piazza Armerina. La Villa fu abbandonata e di essa non rimasero altro che ruderi, anche se nelle vicinanze, non dovettero scomparire del tutto, insediamenti abitativi di tipo agricolo. Nel XV secolo era presente un centro conosciuto come Casale, da cui la Villa ha preso l’attuale nome. I ruderi della Villa erano visibili ai tempi di  Jean Pierre Houel che visito la Sicilia nel 1776-1779 e che ebbe modo di rappresentare i ruderi in uno dei suoi acquarelli. Dopo i primi scavi del 1812 (Sabatino del Muto) e del 1881 (Luigi Pappalardo), una prima campagna di scavi fu condotta nel 1929 da Paolo Orsi, che scoprì il primo mosaico (le fatiche di Ercole), e una seconda, condotta a varie riprese dal 1935 al 1939 da Giuseppe Cultrera, sotto il patrocinio di Biagio Pace, mise in luce tutto il triclinio con l’antistante portico ellittico. Ma i veri scavi che hanno messo in luce la gran parte della Villa avvennero nel (1950-54), sotto la direzione di Gino Vinicio Gentili. Negli anni 70 i restauri che portarono al sistema di copertura in plexiglas progettato dall’arch. Franco Minissi. Lo scavo è da considerarsi ancora incompleto, perché restano da scoprire le dipendenze della villa che sono sepolte ancora nei dintorni. Negli ultimi anni è in corso, a cura della missione di scavo dell’Università La Sapienza di Roma diretta dal prof. Patrizio Pensabene, una campagna di scavo nella zona sud, che ha messo in luce un antico abitato d’epoca medioevale. Nel 2006 inizia una seconda fase di restauro che prevede la sostituzione della copertura precedente. Nel 2012 la Villa è stata riaperta al pubblico, anche se alcuni locali non sono ancora del tutto visitabili.

La Villa, presenta quattro nuclei connessi tra di loro:

* ingresso monumentale a tre arcate con cortile poligonale (1-2);

* complesso termale (3-10);

* corpo centrale della villa, organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare, dotata di giardino con vasca centrale (11-31);

* Triclinio preceduta da un peristilio ovoidale circondato a sua volta da un altro gruppo di vani (33, 34, 36);

Molte delle sale della residenza presentano il pavimento con mosaici figurati in tessere colorate.

Scheda elaborata da: Ignazio Caloggero

Rating
Featured/Unfeatured
Claimed/Unclaimed
Fontana dell'Elefante Catania
67.71 km
67.95 km
21.07 km
60.59 km
41.8 km
0 km
59.69 km
Etna.jpg
72.23 km
Showing 1 - 20 of 28 results

Lost Password

Register

Translate »
X