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LC Catania Nord / LC Catania Vallis Viridis

LIONS CLUB CATANIA NORD – LIONS CLUB CATANIA“VALLIS VIRIDIS”

LIONS CLUB CATANIA NORD  – LIONS CLUB CATANIA“VALLIS VIRIDIS”

The International Association of Lions Clubs

Distretto 108 YB Sicilia- Governatore Vincenzo Leone

Anno sociale 2018 – 2019

   Passione, Azione, Condivisione” 

 

 

  Lions Club Catania Nord – Lions Club Catania“Vallis Viridis”

Comune di Valverde –Comune di Aci S. Antonio

 

Organizzato dai Lions Club Catania Nord  (Pres. Salvatore Galvagna) e Catania Vallis Viridis (Pres. Nino Corsaro) e con il Patrocinio del Comune di Valverde  e di Aci S. Antonio , inserito nel programma del Service distrettuale “I lions nel territorio”, si è svolto Domenica  31 marzo 2019 il  lI Raduno Autostoriche 2019 con il seguente Programma:

Ore 09,00 –   Ritrovo nella Piazza del Santuario di Valverde,   Briefing tecnico,  saluti del Sindaco Angelo Spina e benedizione dei partecipanti da parte del Parroco P. Nei  .  Partenza delle auto e  arrivo in Piazza Maggiore, Aci S. Antonio“Città del carretto siciliano” . Ore 10,30   Santa Messa, celebrata dal Parroco P. Angelo Milone che dopo ci ha accolto per la visita del Museo della Chiesa e delle Candelore.

 Il primo insediamento di origine greca “Jachium”, nel 1169  venne distrutto da una  eruzione .

Nel 1639  Aquilia si divise in Aci Inferiore (Acireale) ed Aci Superiore (Aci Santi Antonio e Filippo).

Nel 1826, un Regio Decreto del re delle due Sicilie, Ferdinando II, separò Aci S. Antonio da Aci S. Filippo e Aci Catena conferendo ad Aci S. Antonio l’investitura di capo del mandamento. 

I primi abitanti del borgo di Casalotto scelsero come protettore e  Santo Patrono  S. Antonio Abate e costruirono una Chiesa, dedicata a Dio e al Santo Patrono.

Con Decreto  del Vicario di Catania del 10 gennaio 1563, si concedeva agli abitanti il permesso di portare in processione il 17 gennaio di ogni anno la Statua del Patrono S. Antonio Abate.

La Parrocchia  risale al 1566 , ma  i registri delle nascite , dei matrimoni e dei morti ,  (“Liber Baptizatorum, Matrimonii et Defunctorum”), datano dal 1574 e dal 5 settembre 1760 la registrazione delle cresime. I registri costituiscono fonti storiche di alto valore.

Il primo atto di battesimo è del 10 febbraio 1574 ,  “Die X febbruarii 1574 Ego Presbitero Francesco Bua battizzai la figlia (di) Antoni Cristaldo (di) nome Maria in foribus ecclesia in sacro fonte la tinni Jeronimo Culmo”; nel primo atto di matrimonio si legge: “Jo presbitero Caesaro Falco Cappellano di lo Casalotto ho promulgato in la venerabile Ecclesia di Santi Antoni per tri festi solenni ccossì como comandano li sacri canoni di lu consiglio tridentino lo matrimonio infra Petro Cuturi et Petruzza Cristaldo et infra loro non ci fu nissuno impedimento pertanto li ho dati li sacramenti di la Santa matri Ecclesia presenti Jeronimo Culmachi et Franciscu Ardizzuni. Die 8 febbraio 1574”.

Il CEREO DEI CARRETTIERI , chiamato  anche dei commercianti , è  il più alto dei quattro e  ha i colori del carretto e i riquadri narrano la vita del Santo . La candelora ha dodici angioletti e quattro cherubini: i quattro angeli vicini ai riquadri recano nelle mani le insegne  episcopali,  mitria, pastorale, il libro ed il fuoco. Promotore fu Don Ignazio Spina e  Sebastiano Lo Vecchio ,  scultore Acese eseguì  i lavori.

Il CEREO DEI CONTADINI, il più antico e monumentale (  «u tronu» ).  E’ alto quattro metri circa e pesa, circa  mille chili , con le sculture dell’ornato,  otto angioletti  ,  quattro riquadri con fondali in pittura e in primo piano le sculture dei personaggi che narrano la vita del S. Anacoreta. La candelora fu costruita nel 1896 dallo scultore catanese ,Don Alessio, poi montata  ad Aci S. Antonio, nel collegio di Maria SS. della Provvidenza, ad opera di  Di Giovanni Salvatore (u Pintu), Torrisi Mario, Vincenzo Cosentino, Sebastiano  e Antonio Finocchiaro.

Il CEREO DEI MASTRI O ARTIGIANI per la diversità tra parte inferiore e superiore, si ritiene che sia il più antico ma non esistono documenti che l’attestino . E il più minuto tanto da meritare l’appellativo «Signurina». Sedici angioletti ornano la candelora , quattro cherubini nella parte bassa dei riquadri e  quattro angeli reggono la parte superiore . La parte inferiore è stata scolpita a Catania dal prof. Caviglieri, la superiore nella bottega di falegnameria al largo Cantarella dal Sig. Giuseppe Ferrara (Tirichica) . I quattro riquadri narranti scene della vita del santo, furono sostituiti con nuovi pannelli scolpiti da Alfio Nicolosi .

Il CEREO DEGLI AGRICOLTORI DELLA PIANA DI CATANIA dal  1971 CEREO DEGLI IMPIEGATI,  fu voluto nel 1945 da Gaetano Andreano, fu scolpito dal concittadino Salvatore Murabito , collaborato dallo scultore catanese Piccione. Le opere di falegnameria furono eseguite dal Sig. Mario Pappalardo, fu montata nelle sue parti in legno nella Chiesa dei Mercedari e poi portata a spalla la sera del 16 gennaio nel 1947. Possediamo l’atto costitutivo della concessione e la minuta descrizione della candelora : L’anno 1946 il giorno 10 febbraio in Aci S. Antonio nella casa parrocchiale. Tra  Andreano Gaetano di Antonio e Pappalardo, Mario da Aci S. Antonio si convenne la costruzione di un cereo lungo m. 4 alla corona, largo alla base m. 1 45,  stile «Roccocò» orizzontale e verticale. Legno tiglio o noce di Napoli evaporata.

Alle ore 11,30   Incontro con il V. Sindaco Dott. Giuseppe Santamaria con scambio di guidoncini da parte dei due Club  e Targa ricordo dell’evento da parte del Comune.

I Presidenti hanno ringraziato l’Amministrazione per l‘ospitalità e il Dott. Santamaria ha ringraziato i Club Lions per aver organizzato l’evento che valorizza il territorio e ha auspicato future collaborazioni.

Alle ore 12  visita del Museo del Carretto siciliano  e alla Chiesa della Mercede.

L’ edificio,  destinato nel passato a stalle e magazzini, conserva antichi carretti e pezzi provenienti da tutta la Sicilia.

I carretti  spiccano per la vivacità dei colori e per le figure dipinte.

L’esposizione è composta poi da singole parti  : ruote, masciddara (sponde del carretto), barruna (sbarre verticali) e bardatura , corredate da didascalie e da fotografie dell’epoca. 

Hanno trovato collocazione una decina di carretti restaurati dalla Provincia di Catania,  proprietaria sia dell’immobile sia dei carretti (il più vecchio risale all’Ottocento),  che ha affidato la collezione in gestione al Comune di Aci Sant’Antonio.

Al pennello del pittore locale, maestro Domenico Di Mauro, si deve il decoro di uno dei pezzi più recenti, esposto nella collezione.

Altri esemplari, ugualmente dipinti e intagliati rispettano le tecniche e i temi figurativi della tradizione, provengono da Modica e da altre parti dell’Isola. 

Il Museo offre ai visitatori e alle nuove generazioni un’occasione di conoscenza degli usi e costumi d’epoca : il carretto siciliano è stato analizzato in tutte le sue parti, dalla struttura alle  decorazioni. 

L’allestimento, curato dagli allievi del liceo artistico “M.M.Lazzaro”, fa uso di pedane per rendere più agevole al visitatore la visione del telaio del veicolo, realizzato da carradori e intagliatori, nelle sue varie componenti: la “cascia” costituita dall’insieme di cassa e ruote, i “masciddara” ossia le sponde, i “barruna” cioè le sbarre verticali spesso scolpite ad intaglio, la “cascia di fusu”, ossia le decorazioni arabescate in ferro battuto allocate sotto il piano del carretto.

Ruote, sponde e “ cascia “ sono dipinte con  motivi geometrici , figure religiose  o scene tratte dall’opera dei pupi.

I colori, sempre vividi e smaglianti, hanno una prevalenza del giallo, del verde o del blu a seconda l’area geografica di diffusione.

Varianti erano anche determinate dal tipo di materiale che veniva trasportato sul carretto. Anche le essenze lignee usate sono diverse: frassino per i raggi delle ruote, noce per il mozzo e le corone, abete per il fondo della cassa, faggio per le stanghe .

Oltre la collezione di carretti siciliani, il museo di Aci Sant’Antonio comprende finimenti e bardature , illustrati da didascalie particolareggiate, che rendono significativi  reperti che resterebbero altrimenti muti agli occhi dei giovani.

Dagli organizzatori un caloroso ringraziamento alla guida Gaetano Di Guardo che con passione ha consentito di entrare “ dentro il carretto “ rappresentativo di una epoca storica e di civiltà contadina  e non.

ore 13 ,15   – Dopo il Pranzo alla Masseria Carminello, sponsor dell’evento insieme all’Oleificio Pelton e alla Farmacia Merlo, è stato  ricordato con una Targa alla memoria, Nicola Cavallaro, e consegnate Targhe agli equipaggi partecipanti, tutto curato con grande professionalità da Turi Caudullo,Orazio Pellegrino e Vito Berretta.

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Nino Corsaro,

                   Presidente del Club Catania Vallis Viridis

 

 

 

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