Home » Lions Club Catania – “Vallis Viridis” “I DOLI DO SIGNURI“

Share This Post

Uncategorized

Lions Club Catania – “Vallis Viridis” “I DOLI DO SIGNURI“

Lions Club Catania – “Vallis Viridis” “I DOLI DO SIGNURI“

Lions Club Catania – “Vallis Viridis”

Comune di Valverde

Pro loco

Arciconfratenita di Santa  Maria della  Misericordia Valverde

Padri Agostiniani Scalzi

                                       ———

  “I DOLI DO SIGNURI“

Passione e morte  di  Nostro Signore Gesù Cristo

Poesie, nenie e lamenti della Passione di Cristo della tradizione siciliana

Chiesa Santa  Maria della  Misericordia Valverde

Sabato 13 aprile alle ore 20

I  PETRA LAVICA

– Melo Zuccaro – Piero Pia – Roberto Pia – Franco Leonardi  –

Franco D’Arrigo – Rosanna La Ferla

La lingua siciliana è un idioma appartenente alla famiglia indoeuropea ed è costituito dall’insieme dei dialetti italo – romanzi parlati in Sicilia, «dialetto romanzo primario».

L’UNESCO descrive il siciliano come «abbastanza distinto dall’italiano tipico, tanto da poter essere considerato un idioma separato», per fonologia , morfologia , sintassi e lessico :  il siciliano non è una lingua che deriva dall’italiano, ma  dal latino volgare,  prima lingua letteraria italiana, già nella prima metà del XIII secolo, nell’ambito della Scuola siciliana.

L’UNESCO riconosce al siciliano lo status di lingua madre e  i siciliani sono descritti come bilingui.

La lingua siciliana può essere ritenuta una lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie (articolo 1 “lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue … che non sono dialetti della lingua ufficiale dello Stato“.

Nel 2011 l’Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge che promuove il patrimonio linguistico e la letteratura siciliana nelle scuole.

L’UNESCO ha stabilito che il siciliano, con le sue parole, non è  “un dialetto ma bensì una lingua“, tanto da riconoscerla come patrimonio dell’umanità: lo stato di lingua madre vuol dire che tra le lingue italo – meridionali è da considerarsi lingua separata dall’italiano standard (Toscano) e non dialetto di questo.

Dialetto (dal greco διάλεκτος, dialektos, letteralmente “lingua parlata”) è una varietà linguistica (o idioma) usata da abitanti originari di una particolare area geografica, che se ampia può contenere molte variant , con sottovarianti di aree  minori .

La lingua è il modo concreto e determinato storicamente con cui si manifesta la capacità comunicativa verbale del linguaggio, dal quale si distingue in senso proprio. I tratti comuni che individuano una lingua sono il vocabolario, il sistema fonematico comune, la grammatica e la sintassi, lo stile e la pragmatica.

Greco, latino ed arabo erano le lingue parlate in Sicilia.

Amari fa risalire il volgare siciliano all’epoca normanna: un diploma messinese del Re Ruggero del 1133 fa riferimento a “ lu marge o margiu ”  e  un documento del 1182 in territorio di Buccheri “vadit. usque ad policaras , et de crista policare vadit “.

Ignazio Buttitta nella sua lirica Lingua e dialettu, implora i siciliani affinché conservino la propria lingua:

Un populu mittitilu a catina spughiatilu

attuppatici a vucca è ancora libiru.

Livatici u travagghiu u passaportu

a tavula unnu mancia u lettu unnu dormi,

è ancora riccu.

Un populu diventa poviru e servu

quannu ci arrubbanu a lingua

addutata di patri:è persu pi sempri.

La scelta operata di celebrare la Passione in dialetto siciliano, con canto, narrativo e musica di frasi, sacrali e solenni nella penombra d’incenso della chiesa, hanno contribuito a introdurre i presenti in un clima che ha generato tanta commozione.

I tratti evangelici della Passione del Cristo implorato e umiliato, tradito, torturato e ucciso, lasciato morire sulla croce, cantati e drammatizzati, sono scaturiti da una declinazione in variante dialettale, il siciliano sia lodatu lu passiu denota una “passio” non lamentevole, triste e dolorosa. Il termine, infatti, introducendo le letture evangeliche (usato come titolo), figurava al nominativo nei vangeli, nei lezionari e negli evangeliari che contenevano i  brani recitati hanno operato più che la ‘passione di Cristo’, il racconto della Passione, il canto del vangelo della Passione.

Questa nuova accezione ha determinato un genere di linguaggio liturgico – religioso tradizionale con la consapevolezza di operare un momento liturgico o liturgico – musicale nel contesto della pratica religiosa (la lettura della Passione e morte di Gesù).

Hanno preso la parola l’Arch. Angelo Spina Sindaco del Comune di Valverde –, che ha ringraziato I Petra Lavica, Angelo Strano che ha curato l’organizzazione, Padre Nei Marcio Simon, l’Arciconfraternita Santa Maria della Misericordia di Valverde e il Lions Club Vallis Viridis.

 

Padre Nei Marcio Simon ha ricordato il significato e valore della Pasqua in quanto amore.

 

Nino Corsaro, Presidente del Lions Club Catania Vallis Viridis, ha ringraziato il Sindaco e il Parroco per la sinergia di cittadinanza attiva e ricordato che la manifestazione è inserita nel programma del Service distrettuale “Promozione e fruizione del Patrimorio Unesco”.

______________________________________

 

Antonino Corsaro,

 

            Presidente del Lions Club Catania Vallis Viridis

 

 

 

 

Share This Post

Share
Share
X