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LC Agrigento Chiaramonte – LC Zolfare

Verificato
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LC Agrigento Chiaramonte – LC Zolfare

LC Agrigento Chiaramonte – LC Zolfare

I Lions si interrogano e aprono un tavolo per la solidarietà, chiamano Andrea Angeli che per l’occasione presenta: Kabul – Roma Andata e ritorno (via Delhi).

Insomma, tra il dire e il fare, ci si imbatte, anche, nelle esperienze più estreme, dove la prova più utile è quella di insegnare, dare prova di se e del proprio talento salvando la propria pelle e quella degli altri. Una cruda realtà? Ni o So!!! E’ solo fare cronaca? Portandosi fisicamente sui luoghi dove si convive paradossalmente con la “morte possibile”, che sta, lì, cinica, torbida e spaventosa, comunque, sempre dietro l’angolo e che ti circonda e ti avvolge come fosse una inesorabile cappa, sino al punto, come per chi sta annegando, di voler tirare fuori, se stessi, e ogni attimo ogni respiro in quegli anfratti oscuri della “civiltà” anelando ad un respiro liberatore, e sapendo, tra gli attori, quanto “sadismo” si contrappone ad altrettanto gratuito “masochismo”.

Mentre si giunge, nel luogo convenuto, alla spicciolata e quasi in punta di piedi, per non far rumore; e poi magari riflettere e pensare tra se e se: ma sarà mai un crepitio, uno scricchiolio o il soffio del passaggio tra astanti che hanno solo preceduto, di un attimo, il Tuo Arrivo a recidere il cordone ombelicale, della curva di interesse, teso tra relatori e spettatori? Domanda: ma è tutto vero è congruente quello che si sono affrettati a scrivere, per dare eco, le testate web di questa Provincia? Nel rincorrersi alla ricerca dell’ultima tessera, si l’ultima tessera per chiudere bene il mosaico!!! Invece no!!! Fino all’ultimo istante, quell’istante preceduto dalla ricerca di un posto dove parcheggiare l’auto e fiondarsi dentro; ma fiondarsi dove, per quale, ancora, recondito motivo; il dubbio ancora è tutto lì, chi è l’Ospite, chi è colui il quale per tutta una serie di fatti si trova, e dimostra di essere assolutamente a suo agio, lì, proprio lì, in una sorta di tempio classico dove a margine dell’ambiente esiste prima dell’ombra data dalle volte bianche un peristilio che ingabbia la scena e mette in risalto “la data e il messaggio”: Solidarietà. Allora tornando a quel tassello/tessera, cosa completa il mosaico, l’elemento o l’insieme; credo che tirando le somme prevarrà l’insieme che ha dato valenza e senso alle tessere, importantissimo il contesto in quanto completa l’insieme, ma che solo dall’insieme prende altresì senso e soprattutto forma il tutto. Cosa si propone e sottopone, sotto i riflettori accesi dai Lions? I Lions sono maestri, i Lions che sono Leader quando si parla di “Pace”. Cosa c’è allora sotto la lente d’ingrandimento? La carriera di un Funzionario internazionale che, per storia personale, ha spaziato dagli infidi sentieri balcanici alle stanze ovattate della Farnesina, dalle prigioni del Kerala al confinamento in un container della base Nato di Herart. Qui si intrecciano la diplomazia internazionale e quelle operazioni mirate e svolte per il mantenimento della Pace e sotto egida dell’ONU. La Nostra storia recente è costellata da azioni di questo calibro.

Chi ha saputo architettare, con tanta abilità, tutto ciò? Riconosciuto a più voci: il neo eletto Vice Governatore il Dr. Angelo Collura e nella Sua Grotte.

Ecco perché allora, con un movimento concentrico, il cui obiettivo diventa, dalla casa dei cittadini di Grotte, il mondo dei Lions che li fa trovare in sintonia in questa spirale virtuosa, Ospiti e Ospitati dal Vice Governatore del Distretto 108 Yb, da poco eletto Secondo Vice Governatore Angelo Collura, in un inebriante e non breve excursus che lascia estasiati e convinti, di quanto sia necessario e opportuno accendere i riflettori, a tutto tondo, su quello che è il quotidiano per coloro che con tenacia e coraggio difendono, anche per noi, un ideale modo di condurre l’esistenza e cioè con rotta fissa e timone fermo verso la “pace” nel mondo e tra le genti.

E’ un po’ la punta dell’iceberg di una trilogia che ha per trama su diverse dimensioni lo stesso problema: come spegnere i fuochi accesi dalla miopia e avidità di tanti Stati che consideriamo civilizzati e che sono stati, invece, capaci di appiccare in terre lontane dai loro focolari familiari, lontani, spesso, da occhi indiscreti e che generano vittime sconosciute ai più a causa di una informazione spesso pilotata, arida e asfittica; le missioni che tendono a frenare il trasferimento per necessità di schiere di senza tetto e senza patria e la pietosa e spesso ipocrita accoglienza, che sembra più un confezionamento di materia prima da distribuire più o meno equamente nel vecchio continente.

In questa cittadina di circa 8.000 anime, dove si respira e comprende il patos, ma soprattutto si avverte con forza la Solidarietà e che interpreta a pieno il ruolo di giusta cornice ad un Evento di portata internazionale e dove si può udire con autorevolezza la voce di chi, con sacrificio, ha condotto battaglie pacifiche per rendere possibile anche un dialogo, alla vigilia, già immaginato complesso, e quasi inarrivabile, e che un Uomo ha condotto con sapiente diplomazia ed intelligenza da sagace uomo munito di carismi e che non ha necessità di ostentare.

Andrea Angeli ha fatto parte dei contingenti di pace delle Nazioni Unite in Namibia, Cambogia, Timor Est ed ex Jugoslavia; con l’ONU ha prestato servizio a Santiago del Cile. È stato nella Baghdad di Saddam Hussein e a New York. Portavoce OSCE in Albania, dell’Unione europea a Skopje e Kabul oltre che dell’Autorità di Coalizione a Nassiriyah. Stretto collaboratore alla Farnesina per poi divenire Political Adviser della NATO a Herat. Insomma un curriculum di tutto rispetto e con la particolare formazione di esperto in luoghi e per fatti molto delicati e insistenti in aree spesso teatro di vera e propria guerra.

Il Polad (Political Adviser) assume una posizione particolare nei corpi di spedizione, non è necessariamente una posizione prestigiosa ma sicuramente indispensabile in un contesto di conflitti asimmetrici. Il Political Adviser assiste il Comandante del Contingente militare.

Sono i due Presidenti dei Clubs, Dott. Enrico Fiorella e Dott.ssa Anna Maria Apa a fare da apripista per l’Evento.

Per come già cennato nel corso della manifestazione è stato presentato il libro “Da Roma a Kabul andata e ritorno” scritto da Andrea Angeli, Funzionario ONU.

Sono stati moderatori del conseguente dibattito il Dott. Antonio Liotta, Editore e Presidente di Medinova e Responsabile Culturale della Farm Park di Favara (che generosamente ha offerto 50 titoli per la biblioteca comunale, sottolinea Collura: un successo!!!) e il Sociologo Prof. Francesco Pira, docente di Teorie e Tecniche del linguaggio giornalistico e Comunicazione istituzionale all’Università degli Studi di Messina.

Sono stati presenti il Sindaco del comune di Grotte Dott. Paolino Fantauzzo, il Presidente della IX Circoscrizione Lions l’avv.ssa Daniela Cannarozzo, il Presidente della Zona 25 il Dr. Pietro Saia, il Presidente del LC Canicattì Castel Bonanno la prof. Liliana Munda, il Delegato del Governatore all’Immagine del Distretto Lions Sicilia avv. Gaetano Salemi, il Componente del Comitato Immagine del Distretto Lions Sicilia – Area Sicilia Centrale Dott. Gioacchino Cimino e numerosi Officers di Zona e di Clubs. Presenti anche esponenti della Brigata Aosta, Carabinieri e Militari che l’autore ha conosciuto in giro per il mondo.

Per comprendere meglio e seguire il filo del ragionamento che vuole protagonisti coloro i quali sono operatori di “pace” ma che chiaramente sono addetti ai lavori e muovono anche importanti leve per perseguire tale ambizioso traguardo. La natura dei conflitti contemporanei, apprendiamo, è mutata e cioè: dai conflitti tradizionali territoriali tra Stati, siamo passati, sempre più spesso, a “conflitti” tra stati e attori non statuali, con enorme disparità di mezzi e con scopi, obiettivi diversi dalla mera conquista di territori. La guerra asimmetrica è un conflitto non dichiarato, che appalesa quindi notevole disparità nello status dei due contendenti. Il contendente militarmente ed economicamente più forte deve difendersi da un avversario difficilmente individuabile, trovandosi in situazione di svantaggio.

La prima guerra del Golfo del 1991 fu secondo alcuni la conferma che la superiorità tecnologica degli Stati Uniti si traduceva in superiorità politico-militare. Attraverso l’influenza negli anni Novanta del pensiero strategico cinese, il termine “guerra asimmetrica” prese l’accezione di un conflitto condotto con risorse scarse e metodi di guerra non convenzionali per colmare le proprie carenze militari, tecnologiche e finanziarie, trasformando i punti di debolezza in punti di forza per colpire l’avversario dove non se lo aspetta e creare forti choc psicologici.

Cosa si contrappone per tutto ciò: il Peace-keeper: soldato o soldatessa appartenente ad un contingente di pace; ed è chi opera per mantenere la pace. E per chi come noi Lions è operatore di “Pace” la riflessione è d’obbligo: “che ci fa o può fare, realmente, per diciotto mesi, affiancato ad un contingente, uno che veste per divisa una giacca ed una cravatta?” Che si colloca tra centinaia di alpini, bersaglieri, paracadutisti di ogni tipo, guastatori incursori di marina e chi più ne ha ne metta? Beh!!! Se la domanda ulteriore è: ma a qualcuno queste storie, riferite a quelle costruite dall’Autore e che si pone in prefazione, interessano realmente? Certo che si!!! Come si può lavorare per la pace se non si conosce come e perché oggi il pianeta è infiammato da guerre ed è pericolosamente minacciato da altre e più problematiche!!!

L’incontro con l’Autore, l’incontro con le testimonianze sono e diventano volano per comprendere meglio quello che i media non riescono a dare e soprattutto far percepire, comprendere. Questo complesso mondo che porta pezzi di popolazione da una parte della Terra verso un’altra e che si scaglia e/o si, indistintamente, proietta verso una parte del Pianeta ritenuto più organizzato. Il ruolo quindi di considerare e quindi distinguere chi sia il bagnino e il bagnante che rischia di annegare; chi tira di più verso gli abissi? Facce della stessa moneta? Ma ascoltiamo anche un’altra voce che richiama attenzione e proviene da chi sta in trincea: La norma, che li riguarda, è passata in silenzio perchè di fatto qualcuno ha deciso che dove i Nostri militari sono impegnati in attività di mantenimento della Pace non possono essere, le dette zone, considerate “aree di guerra”. Spontanea, quindi sorge ancora un’altra domanda: se l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Nigeria, il Sudan ecc. non sono zone di guerra come deve o può essere definito chi fugge da quei luoghi e cerca di entrare arbitrariamente in un altro Paese?

Le decisioni di non concedere i benefici combattentistici e nello stesso tempo di non chiamare clandestino chi fugge da un’area sono passate sotto il silenzio dei media impegnati, invece, a disquisire semanticamente sul termine clandestino senza evidenziare, però, che sul piano del diritto sostanziale eliminare i benefici combattentistici conferma che “la maggior parte di coloro che arrivano nel nostro Paese sono migranti economici e non aventi diritto della protezione internazionale” – Di fatto quindi sono CLANDESTINI”.

Il perché è presto detto.

Prendendo a riferimento quanto ammannisce l’instancabile Gen. Fernando TERMENTINI i benefici combattentistici nel rispetto della Legge n°1746/1962 venivano riconosciuti al personale militare che prestava servizio in zone di intervento ONU e consistevano nel raddoppio – ai fini della determinazione dello stipendio – del periodo trascorso in area di guerra. Ora, a distanza di 54 anni qualche illuminato – cresciuto dietro una scrivania – si è inventato che i benefici sono anticostituzionali ed il Consiglio di Stato ha sancito che è improprio continuare a prevederli in quanto si riferirebbero solo al periodo bellico 1940 – 1945, dimenticando, però, che in quegli anni l’ONU ancora non esisteva essendo stato fondato il 24 ottobre 1945 e quindi non potevano esistere nemmeno zone di intervento per militari che operassero per conto dell’Organizzazione.

Si gioca quindi con la sottile differenza fra zona di guerra e zona di intervento. Ma se si interviene con Forze Armate ci sarà pure un motivo sicuramente dettato da una situazione di contingenza non delle migliori e tale da indurre il Ministero della Difesa a inviare truppe di stabilizzazione su mandato ONU.

 

Realtà di intolleranza portate avanti in maniera cruenta da organizzazioni eversive islamiche come ISIS, Al-Qaeda, i Talebani: Hamas: Hezbollah, Boko Haram, Al-Nusra, Abu Sayyaf, Al-Badr, Fratellimusulmani: Lashkar-e-Taiba, Fronte per la Liberazione della Palestina, Ansaru, le Brigate Jemaah Islamiyah, le Brigate Abdullah Azzam Brigate, CAIR.

Un quadro di situazione che coniugato con i contenuti del Corano smentisce coloro che rinnegano l’evidenza del rischio terroristico e tutte le forme di intolleranza religiosa e culturale. Un rifiuto preconcetto che porta a non accettare, almeno sul piano probabilistico, una realtà che intacca le condizioni di sicurezza della popolazione.

 

Peraltro i successi della coalizione internazionale contro l’ISIS in Iraq ed in Siria ed ora anche in Libia, aumentano il rischio di possibili attentati terroristici “di reazione” in Europa e negli Stati Uniti. Lo stesso capo della FBI ha ammesso recentemente che è molto difficile fermarli od individuare le cellule specialmente se isolate.

Invece di negare, sarebbe più opportuno impegnarsi a divulgare i consigli di Ely Karmon, uno dei maggiori esperti israeliani di antiterrorismo. 

 

Karmon suggerisce di non ignorare o sottovalutare la minaccia ma di essere consapevoli che l’atto terroristico sia qualcosa che può avvenire in qualsiasi momento e coinvolgere tutti.

E’ quindi assolutamente opportuno non nascondere la testa sotto la sabbia, ma guardarsi intorno con vigile attenzione, segnalando qualsiasi particolare diverso dall’usuale che potrebbe indurre a pensare ad un atto terroristico.

Quindi veramente tanta carne al fuoco e in tutto questo i Lions Vogliono dire la propria e con il peso e la dimensione dell’Associazione Internazionale.

In un mondoin cui esiste ancheuna Corea delNord che ha effettuato il suo sesto test nucleare rivendicando il successo della detonazione di una bomba all’idrogeno modellata per poter armare un supermissile intercontinentale: la nuova sfida del leader Kim Jong-un al mondo è stata annunciata dalla tv statale Kctv ed è stata annunciata da un potente sisma “artificiale” di magnitudo 6,3. Tutto ciò fa riflettere ed in una splendida serata, affollata da tanti Lions provenienti dall’intera Circoscrizione, dove l’abilità del moderatore il Prof. Francesco Pira del LC Agrigento Chiaramonte, con indiscutibile professionalità ha posto precise domande all’Autore puntando soprattutto sulla veridicità di quanto viene rappresentato dai media impegnati in questo particolare settore: L’Autore ha dato puntuale e chiaro riscontro, dividendo in tre parti, in tre momenti la risposta: in primo luogo e per premessa, spiega che a motivare la Sua presenza a Grotte è un personale riconoscimento, un tributo alla Brigata Aosta che è distanza a Messina e a uomini che hanno prestato servizio nella Brigata e aventi origine di Grotte come il Sergente Provvidenza; poi fa riferimento all’interesse da parte dei giovani nella lettura di libri che auspica possa aumentare soppiantando un po’ quella forma, quasi di schiavitù, rispetto ai cellulari; infine sottolinea la forma da tenere, un contegno da mantenere in occasioni nelle quali si rappresenta una Nazione e che ciò debba accadere con una presenza adeguata fatta con un abbigliamento consono al livello di confronto. Con autorevolezza e tono pacato lo scrittore Andrea Angeli, i Presidenti dei Clubs Agrigento Chiaramonte e di Zolfare, alla presenza del Presidente della IX Circoscrizione Daniela Cannarozzo, il Presidente della Zona 25 Pietro Saia, e il Vice Governatore Angelo Collura hanno con vivo interesse partecipato e messo a buon frutto le provocazioni e le argomentazioni messe sul tavolo dall’autorevolezza dei partecipanti al dibattito.

 

     Lion Giuseppe Vella


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