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LC Catania Bellini - Rischio Cardiovascolare

Verificato
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LC Catania Bellini

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Rischio Cardiovascolare 

Promosso dal Lions Club Catania Bellini, con la partecipazione dell’Associazione “Farmacia-Donne” e dell’Associazione FEDERSPEV, il 28 ottobre 2017, alle ore 17.00, nella sede della Federfarma (Via Androne 75 – Catania), si è svolto un incontro culturale sul tema “Il Rischio Cardiovascolare”.

Sono stati relatori il Presidente del Club prof. Giovanni Cantarella (Dieta e rischio cardiovascolare) e il socio dott. Mario Mingiardi (Gestione del rischio cardiovascolare).

Poiché il presidente del L.C. Catania Bellini svolgeva il ruolo di relatore, la riunione è stata moderata dalla dott.ssa Nina TUCCARI (presidente di Farmacia-Donna), la quale ha rivolto un saluto ai presenti e ha introdotto l’argomento della riunione.

Parole di saluto sono state anche porte dalla presidente di FEDERSPEV dott. Giovanna TORRISI e dal dott. Gioacchino NICOLOSIpresidente di Federfarma(nei cui locali la riunione si è svolta).

La relazione del prof. Cantarella è stata chiara, dettagliata ed esauriente.

L’oratore ha iniziato ricordando i fattori di rischio cardiovascolari, i danni d’organo correlati alla malattia cardiovascolare, i principali dati di laboratorio e strumentali e le malattie concomitanti.

Ha poi illustrato i metodi per la predizione del rischio, soffermandosi sulla cosiddetta SCORE (Systematic COronary Risk Evaluation – European Low Risk Chart), e sottolineato l’importanza dell’obesità addominale, meglio detta viscerale; l’entità dell’obesità può essere definita mediante il cosiddetto BMI (Body Mass Index), calcolato dividendo il peso (in Kg) per l’altezza (in metri) al quadrato.  Si ha un peso ideale quando il BMI è tra 19,5 e 24 mentre quando il valore è tra 24 e 29 si ha il cosiddetto sovrappeso e per valori oltre 29 l’obesità conclamata.

E’ stato quindi illustrato il ruolo della dieta, mettendo in rilievo i seguenti punti: (a) i carboidrati (zuccheri) non debbono superare il 60% dell’apporto calorico giornaliero  (e la quota di carboidrati semplici non deve superare il 10%), le proteine il 20% e i grassi il 20%; (b) si deve limitare l’apporto dei grassi saturi (di origine animale) a favore dei grassi insaturi, di origine vegetale, quale è l’olio di oliva (ma esistono anche grassi saturi di origine vegetale, quale l’olio di palma); (c) il colesterolo è un fattore di rischio quando il suo livello nel sangue è elevato ma è anche utile perché componente delle membrane cellulari; (d) inoltre, bisogna distinguere il colesterolo “dannoso” o colesterolo-LDL da quello “buono” o colesterolo-HDL; (e) nel calcolare il fabbisogno energetico si deve tener presente che i carboidrati e le proteine  forniscono circa 4 Kcal per grammo mentre i grassi ne forniscono circa 9; (f) il fabbisogno calorico è dato dal fabbisogno legato al metabolismo basale (MB – cioè al metabolismo in condizioni di assoluto riposo) più quello legato all’attività fisica; (g) è meglio distribuire l’assunzione di cibi in cinque pasti leggeri giornalieri anziché in uno o due pasti abbondanti; (h) è utile abbondare in cibi ricche di fibre e vitamine (verdure e frutta).

E’ stato inoltre ricordato come, oltre alla dieta appropriata, sia utile evitare la sedentarietà.

L’oratore ha concluso esponendo i dati che dimostrano gli effetti utili di una sana dieta e un’adeguata attività fisica sul rischio cardiovascolare e quindi sulla mortalità, effetti dimostrati da diversi studi clinici.

Il secondo relatore, dott. Mingiardi, ha iniziato trattando del significato e dell’utilità delle cosiddette prove da sforzo per diagnosticare la condizione cardiaca, indispensabili per pianificare un’adeguata attività fisica. Ha quindi descritto i sintomi dell’insufficienza coronarica, primo fra tutti il dolore toracico, che può essere atipico, presentarsi posteriormente o, addirittura, presentarsi come dolo re alla mandibola. Ha infine concluso informando l’uditorio che è in fase di programmazione uno screening diagnostico cardiovascolare, esteso anche ai vasi sopra-aortici (Doppler carotideo), da attuarsi con la collaborazione di molti Lions Club della Sicilia, in modo che si possa costruire una mappa che rispecchi la situazione specifica della popolazione siciliana.

Tale studio potrà essere utile per diagnosticare la sofferenza coronarica prima che insorga l’angina pectoris, consentendo un’utilissima opera di prevenzione.

E’ seguita una discussione a cui hanno preso parte il prof. Michele LUNETTA, il dott. Paolo NICOTRA e la prof.ssa Angela SALAFIA.

Francesco Belfiore – Addetto stampa

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