Il dovere alla salvaguardia dei diritti dei minori, prevenzione all’abuso e sicurezza in rete. Con questo titolo si è svolto oggi a Palermo, all’Istituto comprensivo “Giovanni Falcone” – San Filippo Neri, un interessante convegno promosso dai Lions club per affrontare la tematica sempre attuale della tutela dei minori di fronte alle trappole e alle insidie del web. Dopo i saluti di Mimma Calabrò, assessore al Comune di Palermo, e l’introduzione dei temi in discussione da parte di tre delegate distrettuali Lions, quali Antonella Saverino, per il service INTERconNETtiamoci… ma con la testa, Cinzia Armato, per il service Abuso sui minori: prevenzione, informazione e sensibilizzazione, e Antonella Pennolino, per il service Educazione civica: dalla cultura dei diritti a quella dei doveri, sono seguiti gli interventi dei relatori. Si sono alternati così al microfono, portando le loro esperienze professionali, moderati da Salvatore Priola, coordinatore distrettuale delle Circoscrizioni Lions, Luca Lagalla e Diego Passariello, medici pediatri, Giovanna Perricone, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Siciliana, Laura Stallone, psicologa del Centro di accoglienza Padre Nostro, Massimo Valentino, dirigente della scuola ospite, Maurizio Nobile, coordinatore del Forags Sicilia, il Forum delle associazioni genitori-scuola, il magistrato Caterina Brignone e il vice questore della Polizia di Stato Vincenzo Di Piazza. Non è stato solo un caso organizzare l’incontro oggi in una scuola dello Zen, il quartiere palermitano che sale sempre agli onori della cronaca per il degrado e le conseguenze connesse in termini di delinquenza, abbandono scolastico e altro, perché si è voluto dare in questo modo un segnale di vicinanza e di non discriminazione. Dagli interventi che si sono succeduti è emerso come molti minori sono oggi vittime di abusi, anche e soprattutto in famiglia, dove invece dovrebbero prevalere i rapporti di amore e protezione, e l’abuso spesso sta alla base di altri fenomeni degradanti e di disagio sociale. Spesso si nota come le famiglie sono assenti e l’azione educativa viene delegata alla scuola, che non può sobbarcarsi tutto. Diversi studi hanno poi dimostrato che nel cervello dei bambini cresciuti in famiglie instabili si verificano le stesse lesioni presenti nel cervello dei reduci di guerra, in quanto per ogni forma di maltrattamento si hanno effetti traumatici permanenti nel cervello e gli eventi avversi vissuti in età pediatrica determinano poi da adulti malattie e patologie varie. Si è pure parlato di child neglect, il fenomeno per il quale chi si prende cura di un bambino lo priva dei suoi bisogni primari, come la mancata fornitura di un’alimentazione adeguata o di assistenza sanitaria, vestiario o alloggio, nonché di altri bisogni. E’ questa una tipologia di maltrattamento più subdola. Il pericolo per i minori inoltre oggi arriva pure dal web. Infatti il 58% dei minori ha subito pressioni dalla rete e dai social per inviare proprie foto intime a sconosciuti che si spacciano per amici oppure ragazze e ragazzi interessati ad intrattenere una relazione, per poi rivelarsi per quello che in realtà sono, pedofili o truffatori; uno su quattro è minore di 13 anni. Ecco perché genitori, scuole, famiglie, istituzioni pubbliche e private devono cooperare per la difesa dei più giovani. Le conclusioni dell’incontro di oggi sono state affidate alla PDG Daniela Macaluso. #lionssicilia #palermo







